La plusvalenza è la differenza positiva che si ottiene dalla rivendita di una proprietà (in questo caso un immobile) che si é precedentemente acquistato.
Se si acquista una casa per 150.000 euro e la si rivende a 180.000 si è verificata una plusvalenza di 30.000 euro.
Le imposte da pagare vengono calcolate sul guadagno totale, ma prima di applicare l’imposta vengono dedotte alcune spese:
- il costo delle tasse per l’acquisto dell’immobile;
- l’onorario notarile;
- le fatture delle spese per eventuali lavori di manutenzione straordinaria.
Una volta calcolate queste spese deducibili, il reddito verrà tassato di conseguenza e dovrà essere pagato assieme agli altri redditi IRPEF, oppure direttamente al momento del rogito come imposta sostitutiva al 26% (fino al 31 dicembre 2019, l’aliquota è stata del 20%).
La tassazione sostitutiva non è applicabile alle plusvalenze che, ai sensi dell’articolo 67, comma 1, del Tuir, costituiscono redditi di capitale ovvero sono conseguite:
- nell’esercizio di arti o professioni
- nell’esercizio di imprese commerciali oppure da società in nome collettivo o in accomandita semplice
- in relazione alla qualità di lavoratore dipendente.
Quando si applica la tassazione sulla plusvalenza?
L’unico caso in cui non viene applicata la tassazione della plusvalenza sulla rivendita di un immobile è quella in cui la casa venga rivenduta dopo 5 anni dal suo acquisto.
Si può dire che la plusvalenza è tassata solo se il fabbricato venduto:
- è stato acquistato da meno di cinque anni;
- non è pervenuto per successione;
- non è l’abitazione in cui il proprietario ha avuto la propria residenza, o quella di un suo familiare, per la maggior parte del tempo che è passato tra l’acquisto e la rivendita.
In questi casi la plusvalenza deve essere inserita nella dichiarazione dei redditi del venditore, e viene tassata in base alle aliquote progressive applicabili al suo reddito complessivo.
È bene ricordare che questa regola si applica ad ogni possibile situazione in cui un cittadino possa entrare in possesso di una casa; quindi, anche nel caso di una donazione, verrà applicata la tassazione sulla plusvalenza. In quest’ultimo caso, la plusvalenza viene calcolata sulla base della differenza tra il prezzo di vendita e i costi del donatore per la costruzione o l’acquisto dell’immobile.
*Questo contenuto ha scopo informativo e non ha valore prescrittivo. Per un’analisi strutturata su ciascun caso personale si raccomanda la consulenza di professionisti abilitati.